IL GIOCO D’AZZARDO

Il gioco d’azzardo risale agli inizi dell’umanità. Si presume che il suo scopo fosse quello di conoscere il volere divino.

I primi dadi sono stati rinvenuti in Cina, e risalgono a più di 5000 anni fa; comunque ci sono state scoperte relative al gioco d’azzardo a partire dal 4000 a.C. anche in Egitto, India e Giappone. Il dado era fabbricato in modo primitivo: con ossa di pecora, cervo e animali di analoga grandezza. Notevoli ritrovamenti di dadi sono stati attribuiti ai Sumeri, agli Assiri e ai Babilonesi.

Il fascino del gioco d’azzardo( con i suoi bonus scommesse e bonus casino) ha sempre attratto tutti i popoli del mondo. Si può quindi pensare d’interpretare la vita quotidiana dell’uomo preistorico come un continuo gioco d’azzardo contro la natura, e avendo come posta estrema la vita.
Col passare del tempo si è cominciato a utilizzarlo per ragioni più laiche, quindi più vicine alla vita quotidiana.

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SU COSA SI SCOMMETTEVA?

Si poteva scommettere di tutto a partire dal denaro, alla casa, sino alla vita stessa. Generalmente per scommettere c’erano tre aspetti da osservare:

- rendersi conto che si mette in palio qualcosa di valore.
- una volta scommesso non ci si può tirare indietro.
- Il risultato è basato sul caso, quindi non c’è possibilità di vincita sicura.

Principalmente si scommetteva e si scommette tuttora il denaro.
Questo accade perché esso rappresenta un aspetto centrale dell’esperienza umana. Il denaro però ha anche un valore metaforico, immaginario, perché è lo strumento per acquistare anche l’impossibile.

Molta gente si è rovinata per via del gioco d’azzardo, addirittura Diogene, filosofo greco, riferisce che Socrate, altro filosofo greco, fosse finito sul lastrico a causa del gioco eccessivo.